Un Capodanno diverso

“Cosa fai a Capodanno?” Solita domanda, spesso solite risposte… ma non per noi. Quest’anno,insieme ad alcune ragazze del GGio, abbiamo deciso di trascorrere un Capodanno per noi alquanto atipico: una settimana di volontariato. La proposta sembrava chiara e semplice: dal 27 dicembre al 2 gennaio saremmo state ospiti delle suore guanelliane nella casa Santa Maria della Provvidenza a Roma, struttura che ospita più di 150 ragazze e donne con disabilità. A coppie, siamo state smistate fra i vari reparti, dove trascorrevamo tutte le mattine, per poi, dopo pranzo, fare altre attività organizzate che potevano variare dall’andare in altre case dello stesso tipo a fare tombolate con gli ospiti, al partecipare ad attività con loro o staccare un attimo visitando Roma. L’impatto iniziale è stato piuttosto destabilizzante per tutte noi, che i primi giorni abbiamo dovuto combattere un po’ contro la sensazione di impotenza e inadeguatezza, ma presto ci siamo sentite totalmente accolte dalle ospiti, con cui abbiamo cominciato a costruire rapporti tanto semplici quanto profondi e spontanei, come solo loro sanno creare. Il culmine della settimana è stato ovviamente il cenone di Capodanno, a cui abbiamo partecipato insieme a tutte le ospiti che potevano e agli operatori, per poi arrivare alla mezzanotte insieme a una decina delle ragazze più coraggiose ed entusiaste!

Siamo tornate a casa arricchite inogni senso: qualcuno ha imparato il valore di una carezza sul viso o di un semplice contatto visivo, qualcuno ha riscoperto la bellezza di un rapporto sereno e spontaneo, senza filtri né fisici né mentali, e c’è persino chi, istruito e supervisionato con attenzione ed entusiasmo dalle ragazze del proprio reparto, ha finalmente imparato a rifarsi il letto come si deve!

Speriamo che la ventata d’aria frescache quest’esperienza ci ha portato all’alba del nuovo anno non si dissolva, ma rimanga come una spinta a portare un po’ di questa gioia fuori da quella casa e farne sempre esperienza nelle

nostre relazioni quotidiane.

Rosa Scarabel