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Mese di Maggio: calendario per recita del Rosario
Scritto da Federica   
 
Mese di Maggio: il Rosario viene recitato nelle solite località con questi orari:
 
villaggio ore 15,30;
presso la chiesa di Sant'Antonio ore 17,00;
alla grotta alle ore 16,30; 
presso famiglia Barzotto in via Adige alle ore 15,30
 
Avvisi della settimana
Scritto da Federica   

Lunedì 9 – ore 16,30 incontro Cresimandi 1° Gruppo

 

Giovedi 12 – ore 20,30 incontro Genitori 1^ Comunione

 

Sabato 14 – ore 14,30 in chiesa prove di canto

                  -  ore 17,30  incontro Animatori e Adulti

 

- Domenica 15 alle ore 10,30 ci sarà la S. Messa per la chiusura solenne dell'anno pastorale. Tutta la Comunità è invitata in modo particolare i Genitori e Bambini delle elementari e delle medie, e tutti i gruppi che fanno riferimento e operano all'interno della parrocchia.

 

- Il Gruppo Famiglie della parrocchia, ha organizzato per domenica 15 maggio alle ore 15,30 presso il Piccolo Rifugio un incontro della nostra comunità con gli Amici del Piccolo Rifugio e i Bambini della 1^ Comunione, i quali animeranno con i loro canti questo momento di fraternità.

 

- Il parroco, continua la benedizione alle famiglie da Piazza Fiume e Via Caviglia.

 

- Continua la recita del Rosario come ogni anno nei quattro luoghi già conosciuti con questo orario: villaggio ore 15,30; presso la chiesa di Sant'Antonio ore 17,00; alla grotta alle ore 16,30;  presso famiglia Barzotto in via Adige alle ore 15,30.

 

Sul banchetto, in mezzo e in fondo alla Chiesa, ci sono i dèpliants per partecipare al campo scuola.

 

La traccia

Parrocchia di San Giacomo Apostolo

8 maggio 2016   n° 19

 

 

GESU' ASCENDE, BENEDICE E ACCOMPAGNA

 

Nell'Ascensione, Gesù manifesta il suo stato di continua tensione verso il Padre, la sua condizione di abbandono in Colui dal quale dipende tutto il suo essere. Per questo Gesù delega ai discepoli la missione di riconciliazione senza confini, non per le loro capacità o i loro meriti, ma solo per la sua coscienza di Figlio, che contempla come nessuna realtà della storia, nessun avvenimento sfugga dalle mani del Padre. L'Ascensione è l'abdicazione di Gesù, nel senso di andare controcorrente rispetto a tutte le attese di una sua regalità di tipo umano. La pienezza dei suoi poteri è ora nella condivisione messianica inaugurata dalla benedizione, atto divino per eccellenza che rinnova tutta la Creazione. Tutta l'umanità di Gesù è presa nella gloria di Dio, Egli ne è completamente degno; la sua opera, quindi, è stata portata a termine. Non c'è nulla da aggiungere a ciò che il Figlio di Dio ha operato nella carne, per gli uomini, questo sta a significare che non si deve concepire la missione come un prolungamento dell'azione storico-salvifica di Gesù. La missione è una realtà ben più profonda e complessa, radicata nella totalità dell'Evangelo. Le membra del Corpo non sono un prolungamento del Capo, bensì formano con esso una cosa sola. Il tralcio non prolunga la vite, esso è l'espressione della pianta, a condizione di non separarsi mai da essa. E' la pianta che giustifica il tralcio e il grappolo, non viceversa. Non è il gregge a prendere strade proprie, come prescindendo dal pastore; piuttosto, ciascuna pecora, conosciuta e chiamata col proprio nome dal pastore, si muove, con sicurezza, in sintonia con lui. La pietra  angolare sostiene la costruzione, che non potrebbe mai sorreggersi su se stessa se volesse fare a meno del fondamento. Lo stile della Chiesa nella sua missione, quindi, può essere solo la fedeltà a colui che è fedele. Il Risorto e Asceso al cielo, Gesù, quando si rivolge nell'Apocalisse alla Chiesa di Efeso, non rimprovera certo la quantità e la forza delle azioni, intraprese anche contro gli eretici; ciò che manca a questa Chiesa impegnatissima è il primo amore (Ap 2), da cui si è completamente allontanata. Ma qualora fosse smarrito il primo amore, allora si è perso tutto! Anche Paolo ricorda che, senza la carità, il primato del primo amore, a nulla gioverebbero sapienza, profezia, opere (1Cor 13).

 

Laetare et benefacere

Mi ha incuriosito un consiglio pratico di Don Orione, di immediata comprensione: “Laetare et benefacere e lasciar cantar le passere”.

Non lasciarti impressionare  e non distrarre tempo ed energie per rispondere al “cip cip” o al “cra cra” confuso del pettegolezzo malevolo, delle invidie e delle cattiverie. Avanti nel bene, con calma. Tieni conto di tutto e di tutti, esamina il tuo cuore, guarda a Dio e poi avanti: “Laetare et benefacere e lasciar cantar le passere”.

Questa espressione seria e scherzosa, richiama alla memoria un celebre verso della Divina Commedia di Dante: “Non ragioniam di lor, ma guarda e passa “ (Inf III, 51).

E' diventato un modo di dire comune, giunto fino ai nostri giorni, sebbene un po' storpiato in “non ti curar di lor, ma guarda e passa”.

Dante non invitava ad avere un atteggiamento superbo e autosufficiente, ma a non preoccuparsi di cose e di persone di poco conto, come erano gli “ignavi” e i vili, tra i quali Virgilio e Dante stavano passando: “Coloro che visser sanza 'nfamia e sanza lodo”: / “Fama di loro il mondo esser non lassa; / misericordia e giustizia li sdegna: / non ragioniam di lor, ma guarda e passa”.

Solo il bene merita tutto il nostro tempo, la nostra testa e il cuore. Non le viltà e le cattiverie. “Non lasciarti vincere dal male, ma vinci con il bene il male” (Rm 12, 21), anche se questo porta a qualche croce da sopportare pazientemente.

Don Orione scrisse a Don Enrico Sciaccalunga, circondato da male lingue a Genova: “Vedi, caro Don Sciaccaluga, che altro farà il diavolo. Ora non siamo che al principio: stiamo fermi nella umiltà, nella carità, nella orazione, nel mortificare, e poi non lasciarci scoraggiare; andare avanti: laetare et benefacere e lasciar cantar le passere e sibilare il serpente”. Questo atteggiamento è possibile a chi è saldamente ancorato nel Signore.”Gaudete in Domino semper. Servite Domino in laetitia. Laetare et benefacere e lascia cantar le passere”.

Se uno non fa conto di Dio, finisce per dare troppa importanza alle cattiverie e avversità che mai gli mancheranno: finisce per costruire i propri pensieri e atteggiamenti condizionato da esse e non dal bene; entra in giochetti e conflitti che umiliano più che difendere la propria persona e il bene.

“Sta come torre ferma, niente banderuola. A fronte alta, a bandiera spiegata. Laetare et benefacere e lasciar cantar le passere”.

 
La Torre di Veglia
Scritto da Federica   

Da oggi potete scaricare il numero di marzo-aprile 2016 de la Torre di Veglia

e leggere tutte le notizie sulla parrocchia!!!

 
Preghiera per la Conversione di S. Paolo
Scritto da Federica   
 
PREGHIERA PER LA CONVERSIONE
Gesù, sulla Via di Damasco sei apparso a San Paolo
in una Luce sfolgorante e hai fatto sentire la Tua Voce
portando alla conversione chi prima ti perseguitava.
 
Come San Paolo, mi affido oggi alla potenza del Tuo perdono,
lasciandomi prendere per mano da Te,
affinchè io possa uscire dalle sabbie mobili
dell'orgoglio e del peccato,
della menzona e della tristezza,
dell'egoismo e di ogni falsa sicurezza,
per conoscere e vivere la ricchezza del Tuo amore.
 
Maria Madre della Chiesa,
mi ottenga il dono della vera conversione
perchè quanto prima si realizzi l'anelito di Cristo
"Ut unum sint" (affinchè siano una cosa sola)
 
San Paolo, intercedi per noi.
 
Buon Anno 2016
Scritto da Federica   
 
Buon Natale 2015
Scritto da Federica   
 
 
 

 
Avvento 2015
Scritto da Federica   

 

 
Commemorazione della Grande Guerra, per promuovere la pace
Scritto da Federica   

 Commemorazione della Grande Guerra, per promuovere la pace


La sera del 24 maggio, alle ore 20.45 a Vittorio Veneto, presso l'aula magna del Seminario, la Diocesi organizza una serata culturale per commemorare - in un'ottica di promozione della pace - il centenario dell'entrata in guerra dell'Italia durante il Primo Conflitto Mondiale.

La serata, introdotta dal vescovo Corrado e dai responsabili dell'Ufficio diocesano per la Pastorale Sociale, prevede la lettura di alcuni testi dell'epoca a cura del Collettivo di Ricerca Teatrale, diretto da Carlo De Poi; i brani saranno alternati da alcuni canti eseguiti dal coro Cjara Stéla, diretto da Beppa Casarin.

 

 
Quaresima 2015 Messaggio di Papa Francesco
Scritto da Federica   
 

Rinfrancate i vostri cuori (Gc 5,8)

 

Cari fratelli e sorelle,

la Quaresima è un tempo di rinnovamento per la Chiesa, le comunità e i singoli fedeli. Soprattutto però è un “tempo di grazia” (2 Cor 6,2). Dio non ci chiede nulla che prima non ci abbia donato: “Noi amiamo perché egli ci ha amati per primo” (1 Gv 4,19). Lui non è indifferente a noi. Ognuno di noi gli sta a cuore, ci conosce per nome, ci cura e ci cerca quando lo lasciamo. Ciascuno di noi gli interessa; il suo amore gli impedisce di essere indifferente a quello che ci accade. Però succede che quando noi stiamo bene e ci sentiamo comodi, certamente ci dimentichiamo degli altri (cosa che Dio Padre non fa mai), non ci interessano i loro problemi, le loro sofferenze e le ingiustizie che subiscono… allora il nostro cuore cade nell’indifferenza: mentre io sto relativamente bene e comodo, mi dimentico di quelli che non stanno bene. Questa attitudine egoistica, di indifferenza, ha preso oggi una dimensione mondiale, a tal punto che possiamo parlare di una globalizzazione dell’indifferenza. Si tratta di un disagio che, come cristiani, dobbiamo affrontare.

Quando il popolo di Dio si converte al suo amore, trova le risposte a quelle domande che continuamente la storia gli pone. Una delle sfide più urgenti sulla quale voglio soffermarmi in questo Messaggio è quella della globalizzazione dell’indifferenza.

L’indifferenza verso il prossimo e verso Dio è una reale tentazione anche per noi cristiani. Abbiamo perciò bisogno di sentire in ogni Quaresima il grido dei profeti che alzano la voce e ci svegliano.

Dio non è indifferente al mondo, ma lo ama fino a dare il suo Figlio per la salvezza di ogni uomo. Nell’incarnazione, nella vita terrena, nella morte e risurrezione del Figlio di Dio, si apre definitivamente la porta tra Dio e uomo, tra cielo e terra. E la Chiesa è come la mano che tiene aperta questa porta mediante la proclamazione della Parola, la celebrazione dei Sacramenti, la testimonianza della fede che si rende efficace nella carità (cfr Gal 5,6). Tuttavia, il mondo tende a chiudersi in se stesso e a chiudere quella porta attraverso la quale Dio entra nel mondo e il mondo in Lui. Così la mano, che è la Chiesa, non deve mai sorprendersi se viene respinta, schiacciata e ferita.

Il popolo di Dio ha perciò bisogno di rinnovamento, per non diventare indifferente e per non chiudersi in se stesso. Vorrei proporvi tre passi da meditare per questo rinnovamento.

 

Papa Francesco

 
 
San Biagio 3 febbraio
Scritto da Federica   
 
 

Protettore della gola, dei laringoiatri e dei suonatori di strumenti a fiato.

 

Preghiera

 

Sempre sia lodato

il patrono che fu straziato.

Adoriamolo a tutte le ore

San Biagio protettore.

 

Proverbio

 

Quando arriva San Biagio, ti ghiaccia il naso.

 
Incontri di preghiera per le difficoltà delle famiglie
Scritto da Federica   
 

Incontri di preghiera per le difficoltà delle famiglie

 

Continua l'esperienza di preghiera, con e per le coppie e le famiglie in difficoltà o divise.

 

Ogni secondo venerdì del mese, fino a maggio, in contemporanea a San Giacomo di Veglia, presso la Chiesa del Monastero Cistercense, e Vidor, dalle suore Serve di Maria Riparatrici.

 

Questo quindi il calendario, sempre alle 20.30:

 

venerdì 10 ottobre 2014

venerdì 14 novembre

venerdì 12 dicembre

venerdì 9 gennaio 2015

venerdì 13 febbraio

venerdì 10 marzo

venerdì 14 aprile

venerdì 8 maggio

 
 
 
 
 
Ringraziamo tutti i nostri visitatori!
Scritto da Federica   
 
www.sangiacomoapostolo.it ha raggiunto oltre 516000 visitatori!
 
Un caloroso Grazie a tutti voi che ci seguite con affetto!
 
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